L'ARC(H)ILIUTO

 

 

Se l’Arciliuto del ‘500 aveva dimensioni doppie del liuto normale, con doppio manico e doppio sistema di  corde, l’Arc(h)iliuto potrebbe essere uno “strumento-orchestra” costituito da una “doppia” presenza: un nucleo preponderante di ARCHI (con legni) che leggono diligentemente la musica e una manciata di jazzisti a cui piace leggere, ma anche improvvisare.

KRAMERIANA

Kramer è stato uno dei primi jazzisti italiani e già prima della seconda guerra mondiale incideva con l0organetto standard americani impegnativi. La produzione scritta del Maestro è però limitata (salvo alcune composizioni per fisarmonica) ad un repertorio di canzoni dai chiari richiami ai temi d’oltreoceano, ma permeate da una cantabilità italiana. La mia scrittura non è tesa a pretenziose rivalutazioni, ma sottolinea due aspetti: la tenerezza e l’ironia:

La tenerezza (l’affetto, la poesia) è una strada obbligata dato l’organico orchestrale. Ma poi nella mia adolescenza ho amato Kramer per quel suo modo di suonare scevro da opulenze e virtuosismi. Ragazzino, incollato con l’orecchio alla vecchia Magnadyne, ascoltavo le poche battute in orchestra del Maestro che tanto sapevano di americano e ricordavano il fraseggio di Coleman Hawkins.

L’ironia credo non manchi mai in quello che faccio. Nella fattispecie – a prescindere dalle prime battute del Preludio di Traviata (per il palco della Scala), dai famosissimi temi di Mozart e del Moto Perpetuo (per Crapa Pelada) – le citazioni di I’m confessino (per prime Lacrime), di Just Friends (per Tomorrow Night), di due Ellington (ancora per Crapa Pelada) vogliono significare con molta bonomia, che il Nostro era molto “suggestionato” dai compositori statunitensi..

Krameriana è un medley di canzoni note. Similmente ai più autorevoli campi di musica classica – fatte le debite proporzioni – ho realizzato “una specie di tessuto connettivo costantemente diverso e mutevole” (uso le parole di Berio per il suo capolavoro “Rendering” su frammenti di Schubert), una sorta di “cemento musicale” per occupare “gli spazi vuoti” tra un brano e l’altro.

Trattasi di piccole mie composizioni orchestrali caratterizzate da brevi citazioni krameriane; di cadenze di singoli strumenti oppure di improvvisazioni collettive.

CELEBRE MAZURKA ALTERATA

La dissacrante versione orchestrale è un richiamo all’ARCHIPOETA, il renano rimatore goliardo del primo medioevo, colui che tracciò la figura tipica del goliardo avventuroso e scettico. Rivolgo un irriverente sberleffo ai purtroppo irrepetibili anni verdi dell’Università, quando la sala da ballo m’imponeva il capolavoro del cavalier Augusto Migliavacca.

Gianni Coscia